Naufraghi a 72 gradi Est
- Albaruch Press Office

- 23 ago 2024
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 2 gen
di Nino Campisi | Magazine |

Naufraghi - Elì Elì Lemà Sabactàni, uno spettacolo teatrale della Compagnia 72° Est, scritto e diretto da Giovanni Volpe.
Affacciandosi dal terrazzo delle cannoniere della "tozza eppur poderosa mole della Torre di Carlo V" di Porto Empedocle *, un tempo Molo caricatore di Agrigento, e rivolgendo lo sguardo a Est verso la Valle dei Templi si intravede in lontananza la casa natale di Luigi Pirandello; a ovest, in direzione di Realmonte, rifulgono le bianche scogliere della Scala dei Turchi, dove nel '500 sbarcavano i pirati saraceni per saccheggiare i villaggi della costa agrigentina. Volgendo la sguardo aldilà del porto, dove vengono ormeggiati i barconi sequestrati agli scafisti, verso l'orizzonte, si intravvede l'isola di Lampedusa, primo approdo dei migranti in Sicilia.
La Torre Carlo V, costruita nel XVI secolo su ordine di Carlo V per difendere il Molo di Girgenti dagli attacchi dei saraceni e in seguito trasformata dai Borboni in carcere, nel 1848 durante i moti delle rivoluzione siciliana, fu teatro del massacro di 114 detenuti inermi, come ci racconta Andrea Camilleri nell’opera “La strage dimenticata”.
"La cittadina porta il nome del filosofo, poeta, medico e scienziato agrigentino Empedocle, vissuto dal 490 al 430 a.C. ed appartenente alla schiera dei pre-socratici - scrive Andrea Camilleri ne "La strage dimenticata"-. A nord è circondata dalla dorsale dell'altipiano della Lanterna, sforacchiato da antiche caverne ed oggi invaso da nuove costruzioni. Fu borgata e "caricatore" di Girgenti dalla seconda metà del 400 e divenne, appena quattro secoli dopo, Comune autonomo: era il 4 gennaio 1863. Soltanto la Torre di Carlo V si è sempre chiamata con lo stesso nome, è sempre stata al suo posto, e ha sfidato il tempo e le pastoie burocratiche che, da secoli, hanno caratterizzato la nostra ben amata isola a tre punte."
Oggi la Torre Carlo V è un centro culturale molto attivo, sede di una biblioteca, di incontri e di mostre che si svolgono negli spazi espositivi a cura dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ed è qui si svolgono le prove della Compagnia 72° Est.

La Compagnia 72° Est
La Compagnia nasce in seguito a un Laboratorio teatrale condotto dal regista Giovanni Volpe, che grazie a tecniche innovative e a un profondo lavoro di analisi dei testi è riuscito a trasmettere a un gruppo di attori che vive nel cuore della valle dei templi di Agrigento, a due passi dalla casa natale di Luigi Pirandello e di Andrea Camilleri, il desiderio di esplorare il mondo del teatro, l'essenza di un lavoro di squadra, su cui si fonda il teatro, e la bellezza di una creatività condivisa.
Già nel nome scelto dalla compagnia, 72 gradi est, è insita una progettualità artistica orientata sì a Est, verso Pirandello, ma soprattutto verso nuove direzioni, per spingere la ricerca oltre il teatro tradizionale e dare vita a nuove scritture drammaturgiche in divenire che, grazie a un lavoro registico e di scrittura scenica, attingano dal vissuto artistico degli stessi attori coinvolti nel progetto.
Naufraghi
Il primo spettacolo "Naufraghi", nasce dunque da questa esigenza, dalla ricerca di una progettualità artistica che sia il frutto del lavoro di tutti i componenti del laboratorio permanente, attori e attrici, senza per questo tralasciare il contesto, la storia e l'attualità di una terra amara e tanto amata, dove anche le pietre, i ruderi e gli alberi e gli arbusti trasudano una millenaria cultura ancora oggi irriducibile nonostante la corruzione e gli abusi di potere dei politici e dei tiranni di ogni tempo.
Giovanni Volpe e la Compagnia 72° Est lanciano dunque una sfida artistica rivendicando la vera essenza del teatro per condividerla con il pubblico e dare vita a un percorso di crescita collettivo. Da questo punto di vista, il teatro diventa un punto di osservazione lirico, poetico, disincantato e privilegiato della contemporaneità.
"Naufraghi" Elì Elì Lemà Sabactàni affronta un tema terribilmente attuale, quello dei migranti,
che da emergenza umanitaria quale era sembra ormai diventato cronaca ordinaria, terreno di battaglia per opposte fazioni politiche, passerella europea per politici ingialliti negli scranni di un potere corrotto. Quei morti in mare dimenticati pesano oggi sulla cosciena di noi tutti, sono lo scandalo di una Europa dove l'ignavia e la viltà regnano incontrastati.

La trama: È notte, sulla battigia di una costa del Mediterraneo, sfiniti, si accasciano una serie di naufraghi. Presto si scoprirà che in realtà sono Gesù Cristo, i suoi apostoli, Maria sua madre, la Maddalena, i profeti Isaia ed Elia, nonché un intellettuale laico clochard, una pasoliniana donna “testimone dello scandalo” e una sorta di teologo “erede di Pietro” che si renderà naufrago mentre farà da Caronte e tramite tra il racconto in scena e il pubblico.
Gli episodi evangelici dalla nascita alla resurrezione di Cristo, sebbene per squarci e in sintesi, saranno l’occasione per leggere questi tristi tempi che hanno reso il Mediterraneo un cimitero di disperati, mentre la povertà attacca sempre più l’occidente e lo spettro della guerra diviene una reale paura di ritorno.

NAUFRAGHI Elì Elì Lemà Sabactàni è una drammaturgia in divenire di un presente che vuol farsi memoria, guarda alla società contemporanea senza infingimenti, con dolcezza, rabbia, raziocinio ed emozione.
Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Giovanni Volpe che ha attinto non solo ai Vangeli ma che ha riletto e adattato scritti di teologi e scrittori contemporanei quali: Monsignor Ancel, Don Tonino Bello, Gilbert Cesbron, Claudio Chieffo, Pier Francesco Diliberto, Marguerite Yourcenar, Vito Mancuso, Pablo Neruda, Pier Paolo Pasolini ed Éric-Emmanuel Schmitt.

Foto 1: Gloria Mancuso e Angelo Costanza in "Naufraghi" Elì Elì Lemà Sabactàni, uno spettacolo teatrale della Compagnia 72° Est, scritto e diretto da Giovanni Volpe. Torre Carlo V - Porto Empedocle. Prove generali. Luglio 2024.
Foto 2: Giacomo Tortorici in "NAUFRAGHI" Elì Elì Lemà Sabactàni, uno spettacolo teatrale della Compagnia 72° Est, scritto e diretto da Giovanni Volpe.
Parco Valle dei Templi - Agrigento, 30 luglio 2024.
Foto 3: Paolo di Noto in "Naufraghi" Elì Elì Lemà Sabactàni, uno spettacolo teatrale della Compagnia 72° Est, scritto e diretto da Giovanni Volpe.
Parco Valle dei Templi - Agrigento, 30 luglio 2024.
Foto 4: Alfonsina Sciurba in "Naufraghi" Elì Elì Lemà Sabactàni, uno spettacolo teatrale della Compagnia 72° Est, scritto e diretto da Giovanni Volpe.
Parco Valle dei Templi - Agrigento, 30 luglio 2024.
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