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Memorie a Monticchiello

Aggiornato il: 22 apr 2019



Memorie, sculture di Daniela Capaccioli

Nell'antico borgo di Monticchiello una suggestiva "Notte di attesa" per i 50 anni del Teatro Povero.

In una atmosfera fortemente suggestiva ed evocativa, da sabato 23 luglio a domenica 14 agosto, è andato in scena a Monticchiello “Notte di attesa”, il 50° autodramma del Teatro Povero di Monticchiello.

Nel suo cinquantesimo anniversario il Teatro Povero non si è fatto mancare niente e ha richiamato alla sua agorà sia il pubblico attento e partecipe che il critico osannante e a volte stupito.

Per i luoghi e per le vie del borgo della Val d'Orcia, lungo un percorso che dalla Porta Sant'Agata conduce a Piazza della Commenda passando per il Museo Tepotratos, si compie un breve pellegrinaggio accompagnati dalle sculture dell'artista Daniela Capaccioli, "Memorie", che da subito interagiscono con il pubblico attraverso i volumi di corpi astratti e trascendenti, materializzandosi in forma di pensieri e ricordi, ed evocando arcaiche memorie tra passato e presente.

Al centro del paese, la Chiesa duecentesca dei Santi Leonardo e Cristoforo, con la sua imponente struttura a navata unica e la sua facciata gotica, divide Piazza della Commenda, luogo deputato allo spettacolo, da Piazza Nuova, dove la taverna del Bronzone accoglie i viandanti che si confondono

con le sculture trasparenti in rete metallica, vestigia e impronte di un passato che c'era, fantasmi o visioni forse di qualcosa che si manifesterà nel futuro.

Le sculture di Daniela Capaccioli così appoggiate e quasi sospese tra le pietre secolari e ataviche del borgo inducono lo spettatore-viaggiatore a proiettarsi con la mente in un tempo che non è più definito, dove presente, passato e futuro si confondono, e a viaggiare con la mente nel tempo e nello spazio.

La comunità monticchiellese, che dal 1967 affronta la vita con il Teatro, con "Notte di Attesa" racconta il suo mezzo secolo di vita artistica. La nascita del Teatro Povero di Monticchiello, alla fine degli anni '60, si colloca sulla scia di un movimento resistenziale che collega le più importanti e illuminanti esperienze teatrali al teatro popolare della tradizione di ascendenza pagana e cristiana.

L'abbandono della terra a seguito della crisi della mezzadria aveva portato allo smembramento delle famiglie, a una profonda e radicale trasformazione e al lento declino delle tradizioni della civiltà contadina. Da qui la necessità per la comunità di Monticchiello di riflettere sulla mutazione antropologica e di lavorare per il recupero delle tradizioni culturali attraverso il teatro.

Da allora ogni anno il teatro e la polis si incontrano per discutere i nuovi temi proposti dallo spettacolo ideato, scritto e recitato dagli abitanti. L’incontro col pubblico è il momento cruciale dell'autodramma (definizione questa quanto mai icastica coniata da Giorgio Strelher per descrivere la particolare drammaturgia del Teatro Povero), l'occasione per riflettere sia sul futuro (sul divenire della società e sulle grandi sfide a cui il mondo globalizzato ci sottopone) che sul valore delle origini e dell'esperienza umana e sociale della comunità.

"Notte di attesa" è la notte dell'assedio, segnata dalla paura, da crolli improvvisi di mura instabili. Piccoli e grandi terremoti che scuotono dalle fondamenta le certezze. La scena si apre sulla comunità impegnata a costruire una muraglia, una difesa dalle insidie del mondo circostante, e mentre si discute su chi sia il nemico, se sia dentro, fuori o dappertutto, ancora crolli inspiegabili e nuovi sentimenti di paura pervadono gli abitanti.

Tra incertezze e sconforto si aprono nuovi scenari, visioni terribili, proiezioni tridimensionali della paura accompagnate da strane manifestazioni planetarie, una doppia luna accecante e un sole che cambia colore, fino a che insieme ai muri cadono le scene, scoprendo la realtà nuda del teatro, e gli attori e le attrici della comunità ancora una volta, come cinquant'anni fa, impegnati nell'affascinante rito del teatro.


Nino Campisi

Memorie Galleria fotografica

Notte di Attesa - Galleria fotografica

Daniela Capaccioli

Teatro Povero di Monticchiello

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