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L'altro figlio di Luigi Pirandello

Nino Campisi - Appunti di regia

“Teatro serio il mio, vuole tutta la partecipazione dell'enti​tà morale uomo. Non è un teatro comodo. Teatro difficile, diciamo, teatro pericoloso. Nietzsche diceva che i Greci alzavano bianche statue contro il nero abisso, per nasconderlo. Sono finiti quei tempi. Io le scrollo, invece, per rivelarlo."

Luigi Pirandello



Ambientata in Sicilia, nei primi anni del novecento, la novella “L'altro figlio”, pubblicata in “Novelle per un anno”, e da cui Pirandello trasse nel 1923 l’omonimo atto unico, ha come tema fondamentale quello della maternità, inserita in un contesto storico quale quello dell’emigrazione siciliana e dell’unità d’Italia.


Maragrazia, una povera donna ridotta a mendicare, non riceve più notizie dai due figli emigrati in America, che continua a rimpiangere, mentre si ostina a non voler vedere l’altro figlio, Rocco Trupìa, che vorrebbe accudirla, ma che la donna ripudia con ostinazione, tanto da essere considerata matta.


Il fatto è che questo figlio, altro non è che il frutto di una violenza subita, di uno stupro perpetrato da un brigante “garibaldino”. Maragrazia ripudia il figlio perché “è il sangue che si ribella” al solo ricordo della violenza subita da quel brigante che uccise il marito e la mise incinta.


E qui entra un altro tema, adombrato da Pirandello, quello della diffidenza e del malcontento popolare nei confronti di Garibaldi.


Lo sbarco dei mille in Sicilia, seppure ha trovato gloria e giustificazione nei libri di storia, è stato infatti vissuto in maniera drammatica dal popolo siciliano.


“Questo Canebardo - racconta Maragrazia - diede ordine, quando venne, che fossero aperte tutte le carceri di tutti i paesi. Ora, si figuri vossignoria che ira di Dio si scatenò allora per le nostre campagne! I peggiori ladri, i peggiori assassini, bestie selvagge, sanguinarie, arrabbiate da tanti anni di catena.” Del passaggio di Garibaldi in Sicilia, a Maragrazia è rimasto non solo il ricordo ma anche un figlio, nato dalla violenza di un brigante della banda di Cola Camizzi.


E questo figlio, uguale nella voce e nelle fattezze al padre, anche se d’animo buono, paga la colpa di essere il frutto di quella violenza che è connaturata a tutte le guerre e rivoluzioni.


Nino Campisi

 
“L'altro figlio”, un atto unico di Luigi Pirandello con Maria Letizia Pascoli,
Francesco Di Nubila, Simona Ortolani, aiuto regia Agnese Corsi, adattamento e regia di Nino Campisi.
Teatro del Navile 13 - 14 aprile 2013. Foto di scena: Nino Campisi
In replica venerdì 14 e sabato 15 febbraio 2014 nell'ambito della rassegna "Pirandello è il novecento".

 

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